Sogni

PARTE II
INTERNO.ROMA.MANSARDA
Inquadratura della bocca di Winona Ryder che sorride.
La camera scende alle mani. Lei continua a scrivere.
“Chiudo gli occhi............apro gli occhi.............chiudo gli occhi...............apro gli occhi.
Un semplice lavoro di muscoli che mi permette di vedere dentro e fuori.
On............off..............on.................off................on..............off.............on.....
Forse se mi esercito abbastanza riesco a capire come muovere i muscoli della mente e a spegnerla.....voglio creare una specie di interruttore.....pensare:OFF e spegnerla. Stop. Chiuso. Dissolvenza.
Adesso ci provo....chiudo gli occhi................penso : OFF
Niente...
Apro gli occhi....vedo la realtà che mi circonda....vedo un sacco di strada, fatica...per cosa? Aspettative....da me??E che si aspettano? Tappe....tappe....tappe....mete....per arrivare DOVE?
Per ottenere COSA? Per soddisfare CHI? Ti fanno credere che ci sia solo questo...senza darti alternative, nasci, produci, consuma, produci, consuma, produci, consuma, muori. E' solo questo vivere? E fosse solo questo....invece no!C'è l'illusione...l'utopia, la speranza...con conseguente drammatica delusione finale....ma poi dopo la delusione sei + forte, che ti credi, se cadi, ti rialzi, così puoi ancora produrre e consumare, produrre e consumare e sperare e illuderti e quando meno te l'aspetti, quando inizia ad insinuarsi dentro di te un vermicello di felicità...UAAAAAAAAAAAAAARGHHHHHHHHHH! DELUSIONE, CADUTA, ABISSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
Rewind
Insomma finchè ce la fai ad alzarti...puoi vivere e produrre e consumare, non prendertela, tirati su, la vita è fantastica!
Voglio andare via da tutto questo.
Morire,dormire...niente piu'.
“...e con il sonno dire che poniamo fine al dolore della carne
e alle mille afflizioni naturali a cui la carne è destinata?
questa è la fine che bisogna desiderare ardentemente!
morire,dormire..,forse sognare. Ecco il difficile.”
Quando dormo, tutto sembra possibile, posso pensare a qualsiasi cosa, non è realtà, non fa fatica
Via...senza dover lottare, senza dover pensare
Chiudo gli occhi
OFF
SOGNO DI CELYNE
Celyne aprì gli occhi e le ci vollero meno di 3 secondi per capire di essere dentro un'ascensore, e uno dei peggiori: quelli che lei definiva a “ loculo”, questo per la sua caratteristica forma rettangolare strettissima, dove al massimo potevano stare 2 persone alla volta, schiacciate a sandwich...
L'ascensore saliva, fuori dalla porta si potevano intravedere i cavi che scendevano tirati dal contropeso.
“respira...................forza, respira e non pensare di essere qua dentro...:”
L'ascensore saliva sempre più in alto...
“se succede qualcosa...a questa altezza....non ho vie di fuga.....”
Si sentì mancare il fiato....si accovacciò per terra ascoltando lo scricchiolio provieniente dal macchinario...
Un botto improvviso la destò. L'ascensore si era fermato.
Celyne si alzò e aprì le porte...si trovò così a percorrere una strada..tutt'attorno era il nulla, come fosse avvolto da una fitta foschia che non lasciava intravedere nulla aldilà di 3 metri da lei...voltandosi non vide + l'ascensore...era sparito!
Dunque si voltò e guardò attentamente la strada...che sia da una parte che dall'altra si perdeva nel vuoto...
“Questo non aiuta il mio già compromesso senso dell'orientamento...”
“vabbè tanto sono sicuramente in un sogno..da qualche parte sbucherò...”
Così dicendo si incamminò.
Più andava avanti e + il paesaggio si riempiva di dettagli....apparivano case, alberi, il cielo, le nuvole etc...
Dopo aver camminato per un lungo e indefinito tempo Celyne si accorse di fare sempre lo stesso tragitto...
“ma...perchè non riesco a cambiare strada? Sto girando in tondo...non ha senso!”
Celyne si fermò e guardandosi attorno finalmente riconobbe il luogo: era a piazza dei Re di Roma!
A quel punto si accorse anche che il paesaggio attorno a lei era in bianco e nero...
perplessa si sedette di nuovo in mezzo alla strada...
Una voce improvvisa la sorprese: Ma che fai lì seduta? Così facendo non arriverai da nessuna parte!
Celyne si alzò cercando di capire da dove provenisse quella voce.....niente, sembrava arrivare da tutte le direzioni....e intorno a lei non vedeva nessuno.
“Che importanza ha...non arriverò comunque da nessuna parte....è almeno da un'ora che sto girando in tondo in questa piazza e non riesco a prendere nessun'altra direzione....”
“HAHAHA....girare in tondo, si...non è poi così strano come pensi, sai...questa piazza, che il tuo inconscio ha visualizzato non è nient'altro che una metafora della vita...un cerchio perfetto”
“Una metafora della vita?”
A quel punto la piazza si colorò e si animò di persone, macchine, motorini etc....
“Vedi, ognuno sceglie di percorrere questa strada in modo diverso: chi va in macchina, con la fretta di arrivare, frenetico, e molto spesso rimane imbottigliato nel traffico...Chi invece, stanco di aspettare il bus che non arriva alla fermata va a piedi, rischiando....e si vede passare i bus davanti al naso....chi va in motorino e passa davanti a tutti, arriverà per primo alla meta sicuramente, ma cosa avrà raccolto durante il percorso?”
“Ma....le altre strade, dove portano?”
“Ad altri cerchi, più grandi”
“E il parchetto in mezzo alla piazza? Se vado a sedermi in una panchina invece di percorrere questa strada senza senso?”
“Ah bè, questo è tipico di te, HAHAHA, ti rifugi spesso nella piazza, stando seduta a guardare gli altri....”
“ Ed è un male?”
“Non è questione di bene o male, ma di possibilità...non devi escludere le possibilità che ogni strada ti può offrire....scegline una e percorrila”
“Tu sei me, vero? Una specie di voce nella mia mente....”
“Forse si, ma ora non ha importanza, alzati, hai molta strada da fare”
“e nessuno stimolo per percorrerla...”
In mezzo alla piazza un bagliore attirò l'attenzione di Celyne, che, incuriosita andò a vedere...al posto del solito monumento rovinato si trovava un fosso nel terreno...il bagliore proveniva da lì sotto.
Celyne allungò la mano e prese qualcosa....il bagliore scomparve, chiuso dalla mano.
Quando aprì la mano , Celyne non fu sorpresa di vedervi un piccolo seme...sapeva già di che si trattava... “Un seme di castagna..”
“Già, forse quello è il tuo stimolo...forse percorrendo una strada troverai un posto dove piantarlo...”
“questo seme...è così piccolo...eppure emana un forte calore...perchè era sepolto lì?”
“AH....e lo chiedi a me? Sei tu che ce l'hai messo.....nascosto, dimenticato...ma ora lui ti ha chiamato o tu hai chiamato lui, chissà....”
“Fatti vedere...”
Una piccola gattina dagli occhi grandi scese da un albero.
“Mai??”
“è così che mi vuoi vedere...”
Celyne accarezzò la gatta, che si mise a fare le fusa. Poi all'improvviso le addentò un dito e soffiò, stizzita....
“Ora vai...è tempo.”
“Celyne si voltò e stringendo nella mano il seme di castagna scelse una strada......così, senza voltarsi, si lasciò alle spalle la piazza.
SOGNO DI MARILYN
Marilyn apre gli occhi. La sveglia segna le 7.00.
L'emicrania...ancora ....
Ultimamente mi sveglia sempre lei....è + puntuale della sveglia!
Se non prendo subito una pastiglia non riuscirò ad andare al lavoro...
“noooooooooooooo!!!!!!!!!”
Marilyn si alza dal letto, va in cucina, apre la scatola delle medicine.... “NOOOOOOO!!”
“Ah! Che male! La pasticca....subito!”
La sua mano, avida, cerca la pastiglia nella scatola...ma nella sua testa, il dolore si fa sempre + presente, martellante...sente pulsare le tempie...
“Non uccidermi Marilyn!!!”
“Ma....ho sentito una voce.....chi c'è??”
“Sono dentro la tua testa....sono la tua Emicrania!”
“La mia emicrania!!! Non vedi che mi stai facendo male! Mi viene da vomitare dal dolore...vattene! Non ne posso + di te...VATTENE!!!”
Lacrime di dolore le scendevano sul viso, mentre con uno scatto rabbioso prendeva il bicchiere con l'acqua per la pastiglia..
“Marilyn scusami....mi dispiace farti del male...ma sto crescendo dentro la tua testa...e + cresco e + tu senti dolore...ma non uccidermi con quella pastiglia, come hai ucciso tutte le mie sorelle...io sono diversa, io ti posso aiutare!!”
“Il dolore mi sta facendo diventare matta! Come potresti aiutarmi tu!! Devo andare a lavoro! Se la smetti di crescere prometto di non prendere la pastiglia, puoi stare nella mia testa, ma non farmi male!”
“Grazie Marilyn, non crescerò + te lo prometto...vedi, qua dentro c'è tutto quello che interiorizzi...la tristezza, la frustrazione, la rabbia, la delusione...tutti i problemi...e sono questi che ci fanno crescere a noi emicranie e ai nostri parenti...ma uccidendoci con le pastiglie non risolvi niente, temporeggi, metti da parte il centro del problema...invece devi ascoltarci Marilyn, devi ascoltare il tuo corpo che soffre, solo così potrai aiutarlo...ora metti via quella pastiglia e andiamo a lavoro...bisogna prendere la metro...è un lungo tragitto...vedrai, io ti aiuterò a scacciare il vero dolore della tua anima oggi”
Il dolore era passato....Marilyn sedette un attimo, incredula, tirò un sospiro di sollievo....si sentiva liberata, la testa leggera, la luce del sole non le dava + fastidio...sorrise.
Andò a lavarsi, si vestì e uscì.
Nella sua mente si impose una canzone....i Chemicals Brothers
Mentre andava a prendere il solito cappuccino al solito bar, non si sorprese nel vedere tanti scheletri camminare, in fondo era Halloween.
Entrò nel bar insieme ad un giovane scheletro maschio.
Il barista-scheletro li salutò: Ehy boys ehy girls, superstar djs, HERE WE GO!
Le luci nel bar si muovevano veloci, come in una discoteca, e illuminavano le bianche ossa dei presenti, che diventavano ora blu, ora fuxia, ora verdi...
Il cappuccino era buonissimo come sempre... Marilyn salutò il barista-scheletro e andò a prendere la metro.
Ora dentro di lei sentiva ansia...ma non era la solita indomabile ansia da attacco di panico...era fretta di arrivare...fretta di fare qualcosa...qualcosa...
Arrivò in fretta alla metro e trovò un posto per sedersi.
Dentro con lei scheletri seduti o appesi alle barre.
“Non avere fretta Marilyn...tutto a suo tempo” disse l'Emicrania dentro la sua testa.
Ecco l'ultima fermata, Marilyn scese e si recò nel solito palazzo dove lavorava....
Salì le scale di corsa, entrò dalla porta. Tutti si girarono verso di lei
“Buongiorno, devo parlare con il capo”
Uno scheletro qualsiasi le rispose: “sta prendendo il caffè , alla macchinetta. E' successo qualcosa, ti vedo strana...”
Senza degnarsi di rispondere Marilyn sfrecciò in quella direzione.
Arrivata dallo scheletro-capo mara disse: MI LICENZIO!
Lo scheletro-capo strabuzzo gli occhi “Ma...Mary...che stai dicendo...ti senti male?”
“No, anzi, in verità mi sento benissimo, nn sono mai stata meglio!!” Così dicendo Marilyn prese un monitor dal tavolo, lo sollevò e lo lanciò per terra, CRASHHH!!!!!!!!!
Lo scheletro-capo era incredulo davanti a quella scena, ma reagì gridando aiuto: “Presto fermatela! E' impazzita!!!”
Marilyn stava lanciando a terra qualunque periferica le capitasse in mano: Tastiere, mouse, monitor, stampanti etc...
“BASTA, MI AVETE ROTTOOO!!!!”
“Maledetta ,stai distruggendo tutto, chiamate la polizia!!!!” Lo scheletro-capo si avventò su di lei per tentare di fermarla ma Marilyn si chinò su un prese un po' di virus e lì lanciò addosso allo scheletro-capo, che iniziò a urlare: “AAAAAAAAARGHHH, mi stanno entrando deeentroooo!!!!!!!!!”
Infatti i Trojan entrarono dalla bocca, dal naso, dalle orecchie, insomma da tutti i buchi che trovavano, divorando dall'interno le ossa del ormai “polvere-capo”....
Intanto i soccorsi erano arrivati, i colleghi-scheletri accerchiarono Marilyn...lei per risposta lanciò un altro monitor per terra, che, andando a colpire il cumulo di cavi elettrici che si era formato prese fuoco.
Alcuni colleghi-scheletri temerari andarono cmq incontro a Marylin armati di sedie ma lei lanciò i tremendi trojan che entrando dalle cavità orbicolari di uno e le cavità nasali dell'altro provocarono la distruzione di entrambi gli scheletri in brevissimo tempo. Alla vista di questo agghiacciante spettacolo gli altri colleghi-scheletro scapparono urlando e piangendo....certi se la fecero pure sotto....
Marilyn era in mezzo all'inferno. Intorno a lei il fuoco, ormai inghiottiva tutto, ma nonostante questo lei rideva di gusto...
“HAHAAHHA, cara Emicrania, questo è il giorno + bello della mia vita! E ora andiamo via di qua...non voglio puzzare di fumo a vita....e poi, devo cercarmi un altro lavoro!”
SOGNO DI LARISSA
Larissa apre gli occhi.
Bianco.
Il bagliore del sole la investe, ma invece di provocarle fastidio alla vista, come accade di consueto quando si passa da un ambiente buio di colpo ad uno illuminato, non sente nulla...
Sopra di lei il sole, un'enorme palla di fuoco.
Il sentimento di paura iniziale, dato dalla sorpresa, lasciò il posto all'incanto per la grandiosità dell'evento. Non aveva mai visto il sole in questo modo, anzi, non aveva mai visto il sole coi suoi occhi!Era così diverso da come si mostrava nelle foto o in tv...così vicino, immenso, vivo.
Nessun bruciore agli occhi
Poteva vedere il nucleo, che mutava continuamente colore; da rosso passava a giallo, da giallo a bianco e poi di nuovo da giallo a rosso e così via. Da esso fuoriuscivano delle lingue di fuoco, che aumentavano la sensazione di movimento del corpo celeste.
Poteva distinguere chiaramente ogni singolo raggio che esso emanava, li sentiva ad uno ad uno sul suo corpo e tutt'intorno nell'aria, che era animata da calde raffiche di vento.
Seguendo le rette che i raggi disegnavano in cielo si voltò e vide il paesaggio attorno a lei: si accorse così di essere sdraiata su un'immensa distesa di erba e solo alzandosi vide che finiva a strapiombo sul mare..
“Che bel paesaggio, mi ricorda l'Irlanda...solo che qua fa molto + caldo...si sta benissimo! Non sarebbe male vivere qui...”
Larissa si mise in cammino incuriosita ed eccitata all'idea di scoprire qualcosa di più sul posto in cui si trovava, ma più andava avanti e meno le interessava il paesaggio, il suo sguardo si perse nel vuoto e iniziò a correre, in cerca di qualcosa...
Intanto il sole si spegneva lento, e l'aria si raffreddava..
Larissa si fermò, esausta, si guardò attorno spaesata. Fu allora che vide la tenda.
Stava alla sua destra, piccola e nera...poco oltre la terra precipitava sul mare.
Larissa si avvicinò alla Tenda, titubante ma allo stesso tempo ansiosa di entrarvi, un piccolo cartello era appeso all'entrata e annunciava:
Roxanne(leggi Rocsen) la Chiromante:
Se il futuro vuoi vedere, porta dentro il tuo sedere.
“Bè, è un cartello molto esplicito...”
Larissa entrò.
Dentro il forte odore di incenso la avvolse. Davanti a lei un tavolino rotondo al quale era seduta una figura incappucciata che doveva essere la Roxanne del cartello.
“Vieni avanti, non temere,
chiedi ciò che vuoi sapere”
“Uhhhh!Mo questa si mette a parlare sempre in rima!Che palle...” Larissa si avvicinò e sedette al tavolo, davanti a Roxanne. Ora poteva vedere il suo volto: Era SCARLETT GIONSON!
Larissa si stropicciò gli occhi... Scarlett, davanti a lei inumidiva le labbra, una volta.....un'altra.....un'altra ancora! Le labbra si gonfiavano sempre di più e infine esplosero in uno schizzo di bava che lavò l'intera faccia alla sfortunata ospite...
Dopo essersi pulita la faccia con il tulle della chiromante (che nello scoppio era volato per terra), Larissa la vide chiaramente in viso:
I suoi occhi grigi la trapassavano, le guardavano dentro, nonostante la cecità.
I capelli, corvini e ondulati le arrivavano al seno e parevano animati da una volontà propria per effetto di uno strano vento che circondava la sua persona. Energia....l'aria ne era impregnata.
Larissa non si fece intimidire...anzi, iniziò a parlare... raccontando vita, morte e miracoli come al suo solito ma Roxanne la interruppe con un gesto della mano...
“So già tutto cara amica,
del tuo passato, della tua vita,
Ciò che angoscia la tua mente è il vuoto
del futuro che ti è ignoto”
Larissa iniziava a innervosirsi per quelle rime baciate...in più le stava venendo l'allergia per la polvere che il botto di prima aveva sollevato..
Roxanne prese qualcosa e gliela porse:
“In questo specchio è la risposta,
pondera bene, non sai quanto costa,
se quello che cerchi non trovi qua dentro,
ciccì io ti avverto:
non potrai più tornare indietro”
Larissa starnutì ,l'allergia non la lasciava in pace.... avrebbe dato l'anima per un antistaminico...ma non osava chiederlo alla chiromante, non voleva più sentire le sue fottute rime!!
Aveva poco tempo per decidere, si rendeva conto del rischio ma ormai il suo desiderio era diventato una necessità: Voleva vedere il futuro, adesso, in questo istante.
Soffiandosi il naso con l'ormai straccio di Roxanne prese lo specchio tra le mani e vi guardò dentro:
Vide la sua faccia, la solita faccia... i capelli di un'arancione indefinito, che come al solito andavano per i cazzi loro, le sopracciglia folte e corrugate a formare la tipica espressione contratta; un misto tra stanchezza(in questo caso spossatezza da allergia), concentrazione e quella tenera smorfia da bambina, rimasta nel tempo.
Ad un tratto gli occhi le diventano neri e graduatamente perde la vista...spaventata e sopraffatta Larissa cerca il tavolo per sostenersi ma, non trovandolo cade in ginocchio...lo specchio si frantuma per terra, ma lei non sente assolutamente niente....allora inizia a gridare il nome di Roxanne per chiederle aiuto ma la sua bocca non proferisce suono....agita le braccia in tutte le direzioni ma niente, sembra sparito tutto, forse non è diventata cieca...semplicemente vede il nulla attorno a lei...
Passato il momento di panico, Larissa si alza e inizia a camminare, cercando di trovare l'equilibrio...un freddo terribile la investe, raffiche di vento gelido la penetrano nelle ossa.
Sola. Al buio. Al freddo. Larissa inciampa e cade nel vuoto.
......ssaaa
........ ssssaaaaaaaaaaa
........Larissaaaaaaaaa
“Sento qualcuno che mi chiama!”
Larissa si volta e vede una donnina in miniatura che la guarda sorridendo.
L'esserino si sposta più indietro: Ha lunghi capelli biondi, un vestito lungo, bianco e un grande cappello rosso in testa....ed E' IN GROPPA A ZAE!!!!
“Sei arrivata qua dunque, io sono OZAG, la fata del TEMPO DI MEZZO”
“Il tempo di mezzo?”
“Si, è il tempo che intercorre tra passato, presente e futuro...tra un evento e l'altro, tra un giorno e l'altro, tra un'ora e l'altra....”
Sei venuta qua, nella terra dei tempi, in cerca del tuo futuro, avida di sapere cosa la sorte ti preparava...ma non puoi vederlo Larissa....Il futuro si costruisce partendo dal passato, e tassello dopo tassello, giorno dopo giorno, ora dopo ora.... si respira col presente...non può esistere altrimenti...per questo hai visto il nero, il vuoto, era il tuo futuro, si...un futuro inesistente.
Larissa abbassò la testa....pensierosa..
“Ma Ozag, dimmi cosa devo fare adesso, per riuscire almeno a respirare il futuro...io...ho bisogno di avere un'idea di quel che sarà...un qualcosa che mi faccia andare avanti per realizzarlo”
“Vieni con me”
Così dicendo Ozag tirò la coda a Zae, che iniziò a correre.... Larissa li seguì e si ritrovò in un paesaggio molto simile a quello del suo risveglio iniziale, prati sconfinati, un sole caldo...ma oltre quelli c'erano diversi ammassi di pietra, sembravano fondamenta di abitazioni arcaiche..
Ozag si fermò davanti ad uno di essi.
“Questa è la tua base, Larissa....questi resti sono quello che potresti definire “Passato”.
Da qui, inizierai a costruire il tuo futuro.... sasso dopo sasso... giorno dopo giorno e più pietre metterai, più riuscirai ad immaginare l'opera finita...e solo allora riuscirai a intravederlo, a sentirlo nell'aria, a respirarlo...
“Va bene Ozag...grazie per avermi portata qua, da qui in poi ci penso io...”
Larissa prese un sasso, e lo mise sopra un altro...
Zae abbaiò soddisfatta e Ozag accarezzandola le tirò la coda....di loro rimase solo la polvere sollevata in aria...
EPILOGO
Un improvviso rumore, sempre più vicino distolse Larissa dalla sua occupazione.
La terra iniziò a tremare, un venticello freddo arrivava da chissà quale direzione...e infine una metro sbucò da sottoterra!
Andava nella direzione di Larissa....prima che si impanicasse rallentò e si fermò del tutto.
La porta si aprì e ne uscì Marilyn.
“Ah, eccoti qua! Ma in che razza di posto sperduto sei venuta?!?!? Sai quanto dista dall'EUR??!?!?”
“Marilyn! Ma che ci fai tu qua!! Io sono venuta sin qui in cerca del mio futuro...”
“Oddio....ci risiamo....e cosa ne sarà di meeeee, e chissà come saremo tra 40 anniiiiii, ancora questa storiaaaa?!??!?! E bè...dov'è il tuo futuro....lo vorrei proprio vedere....magari mi vedo anch'io!”
“Hehehe, eh no cara, il futuro non puoi vederlo perchè è in fase di costruzione!”
“UFFIIIIIIIIIII, ci devi mettere anche tu il cartello con su scritto “ INDAGINI ARCHEOLOGICHE”?????” “Bah.....e sarebbe quel mucchio di pietre là il tuo futuro???Mah...è proprio triste....facci almeno un'aiuola no??”
“Senti, perchè nn ti metti qua vicino e te ne fai uno tuo, e lì ci metti anche le aiuole, e la cuccia per Zae, eh!?”
“OHHHH, si che belloooooo”
Così anche Marilyn si mise a costruire nella terra del TEMPO DI MEZZO:...
Pietra dopo pietra il cielo si fece rosso....il sole stava tramontando....ormai Larissa e Marylin avevano innalzato due muri di pietra molto alti, e stava diventando difficile tenere tutto sotto controllo senza che cadesse nulla...
In lontananza si intravide un'ombra....
“Ehi, laggiù c'è qualcuno!!!” Gridò Marilyn!
“Bè tra poco vedremo chi è...si avvicina...”
L'ombra avanzava mostrando dei contorni più definiti....era Celyne!
Marilyn singhiozzò ma questo piccolo evento bastò a farle perdere l'equilibrio e......BAM! Cadde per terra.... Il tonfo fece cadere giù una decina di pietre sia a lei che a Larissa.
“OH NOOOO!!!! Il lavoro di 3 ore....”
Celyne si avvicinò, aveva camminato per 5 ore ed era stanchissima....
“Ma....Lyn...non potevi prendere un mezzo per venire sin qua???”
“Mi andava di camminare e ....OPS!” Si scansò appena in tempo per evitare la caduta di una pietra da uno dei muri...
“Ma....che razza di costruzioni bizzarre state facendo???!”
Celyne raccolse la pietra e la rimise a posto.... da quel gesto sentì scaturire una strana, forte, energia..
“Ok, forza, rimettiamo in sesto questi strani nuraghe...” Così dicendo si sollevò le maniche e si arrampicò sopra le mura di pietra...
Pietra dopo pietra, un'altro giorno era passato, e anche Celyne aveva iniziato a costruire il suo “Nuraghe” , come lo chiamava lei....
“Potrei piantare il seme di castagna qua...”
“Mi sembra un'ottima idea” Le rispose Marilyn.
Di nuovo il cielo divenne rosso e le tre ragazze si presero una pausa, sedendosi sopra le rispettive costruzioni.
Da quell'altezza si ammirava un bellissimo tramonto...
“Si sta benissimo qua...” Disse Celyne....ma questo è un sogno....secondo voi che dovremmo fare, sapendo che potrebbe finire da un momento all'altro??”
Marilyn si grattò la testa...
Larissa pensò un attimo e disse: “Forse dovremmo solo stare così come siamo, godendoci questo momento.
Marilyn singhiozzò
“Ma si, “Carpiamo il Diem” disse Celyne stiracchiandosi.
Così restarono a guardare il sole che tramontava, pensando tutt'e tre che no, non sarebbe stato male vivere lì..
DISSOLVENZA .....

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