Ehilà! E' passato un pò di tempo...così è giunto il momento di ripassare su questo blog...e mi verrebbe da chiedere cose scontate, tipo:bè, che è successo nel frattempo, ognuno si racconti!Ma nn mi interessa, basta raccontare il vissuto, basta fare paragoni tra il prima e il dopo, basta congetture, ora voglio fare una miscela di tutto e creare qualcosa di nuovo, che nn è assolutamente una novità, non fraintendete...è solo aprire la testa e fare uscire qualcosa.
RACCONTO in più partiI PARTEINTERNO. ROMA. MANSARDA
Inquadratura della stanza, piccola e buia. Vediamo una ragazza di spalle, seduta in una scrivania, cappello sulle ventitrè. La camera gira a scoprire il volto della ragazza: Winona Ryder.
Ella ha la testa girata in direzione dell'unica fonte di luce nella stanza:la piccola finestra alla sua sinistra.
La camera stringe sugli occhi, che hanno un'espressione assorta, pensierosa.
Nello stesso istante in cui lo sguardo si fa + deciso, come se dentro di lei avesse trovato la soluzione ad un problema, iniziamo a sentire la melodia di un pianoforte...
Inquadratura della mano destra, che stringe una penna, la quale inizia a scrivere su un foglio a righe.
Contemporaneamente la melodia cresce e la voce della cantante spezza il silenzio: E' "Dancing" di Elisa".
Inquadratura del foglio
Time ...
"E così me ne andai, via dalla felicità, da tutto quello che avevo di + caro e che per questo mi spaventava tanto...quanti anni son passati, due, dieci, cinquanta? Dentro di me il tempo si è fermato, rivivo il passato interrogandomi sul futuro, nel mezzo mi spinge l’inerzia.
INTERNO.UNA STANZA.UN CERTO POSTO NEL MONDO.UNA CERTA ORA.
La camera è fissa davanti a un muro intonacato di bianco con strani e incoerenti schizzi verdi
is gonna take my mind
Il tempo ... fa passare tutto..ma il tempo è una distanza, e quindi è la distanza che affievolisce il ricordo, lo sfuma, lo rende irreale e quindi inacessibile, qui si crea il paradosso, perchè il ricordo invece di svanire si lega ancora di + a te, nn ti abbandona mai e ti tranquillizza, ti rassicura perchè non potendo modificare nulla.. è passivo, è innoquo.
and carry it far away, where I can fly...
Ora(se vuol dire qualcosa), dentro questa stanza vuota guardo fuori dalla finestra,cercando qualcosa che la riempia, vedo un palazzo e mentre la sua immagine sfuma credo di sentire voci, odori, suoni... di un’altra vita.
The depth of life will dim my temptation to live for you
La camera si muove verso la finestra e poi si allarga in su, ancora più su. Dissolvenza
- - - - - - - -
Pennellate, su pennellate…ma no, non si possono definire tali questi tamponamenti aggressivi, che in un attimo piegano le setole.. non è colpa della provenienza svedese o del basso prezzo, l’Ikea da ottime soluzioni in questo senso...il pelo di cinghiale? Di criniera di cavallo purosangue o di Appalusa degli indiani? Setole derivate dai capelli del Papa? Per me l’Ikea può anche prenderle dai tarzanetti svedesi le setole!
É semplicemente una tecnica alternativa...non accademica magari, grezza se vogliamo, il professore potrà dire che non è pittura, ma chi l’ha detto che dev’essere pittura, va bene, conierò un nuovo termine, apposta per me...vediamo...Tampura...no sembra tempura quello giapponese...Agressive-art...o SPACCART! No... ma un segno potrà avere il carattere che vuole?!??!
Celyne pensava a questo davanti ad una tavola di 1.50m (quasi + alta di lei se consideriamo il cavalletto)nel mezzo del soggiorno quando fu bruscamente interrotta dalle urla di Marylin : ZEAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!I MIEI OCCHIALI NUOVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ora non gli darei + quell’appellativo Mary...disse Celyne cinica rigirandosi verso la tela.
Zea continuava a sgranocchiare le asticelle degli occhiali, o quello che ne era rimasto, ignara del grande lutto di Marylin che in una insfogabile frustrazione si dava alla tricotillomania, il suo tic preferito.
Strong-Art...continuava Celyne coi suoi neologismi
Dà l’idea di una pittura forte, no?
“MA che dici?? Sembra il nome di una medicina, tipo quella per perdere peso...”
UFFF!!!
Dipingi invece di perdere tempo, devi essere + produttiva, che vuoi vendere, tele bianche???
....Senti,Mary, sono turbata...non ho uno stile, oppure si ma non può essere definito pittura, devo riflettere su questa cosa, è molto importante per il mio futuro!!!Turbata. Marylin non poteva sopportare quella parola, Celyne era SEMPRE turbata, ogni cosa la turbava...
la pittura la turba, il cane la turba, la pasta la turba, il muro la turba, la minchia la turba, le tette la turbano, COSA NON LA TURBA!?!?!?
Celyne aveva innescato un procedimento di acidità distruttiva in Marylin che se prima era latente ora era pronto a scoppiare in tutta la sua potenza!
"BASTA Lyn...a me sembra che tu ti stia creando un sacco di scuse pur di non dipingere....quindi prendi quei cazzo di pennelli e INIZIA!!! "
"Ma..."
"Senti io sono stanca,dopo una giornata di lavoro torno a casa e vedo i miei bellissimi occhiali ridotti a striscette di plastica indefinite, quel cazzo di bulgaro non mi chiama da 5 giorni e dovrei anche assecondare i tuoi Sragionamenti !!?!?!?!"
Mary aveva ragione...ormai avevo imparato ad andare oltre la superficialità delle cose per cui sembrava incazzarsi...non erano gli occhiali, nè la giornata di lavoro a farla inacidire, ma qualcosa di molto più importante!!!!
Mentre Celyne rimuginava, il colore della stanza e tutto quello che stava all’interno si sfumò sul grigio, l’atmosfera si fece molto cupa, e da fuori penetrò un vento gelido che scontrandosi con i mobili produceva uno strano effetto: li dissolveva poco a poco come fossero di cenere!!!!!
Celyne e Marylin si accorsero del repentino cambiamento e rimasero attonite davanti allo strano fenomeno.
Celyne, affacciandosi alla finestra diventò ancora + incredula: "MA COM’è POSSIBILE!!! FUORI C’è IL SOLEEE!!"
Zea corse a nascondersi sotto al divano lasciando perfino i suoi prelibati pezzetti di plastica...
Marylin si impanicò e balbettò qualcosa come: "Ma-ma-ma c-c-che s-s-uccede????!?!?!!?!"
Ormai la tricotillomania era degenerata...si strappava i capelli e se li mangiava incoscientemente
Mentre si guardavano stupite la porta d’ingresso di aprì e una luce calda e radiosa invase la stanza, ricomponendo i mobili e tutto quello che si stava dissolvendo...
Dalla porta entrò una figura simile a quella di babbo natale, tutta imbacuccata e con una busta enorme.....
-Eccomi ragazzeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!
Vi ho portato le castagneeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!-
Lyn e Mary gridarono all’unisono: Larissa!?!??!
No aspettate un attimo:::Larissa e le castagne??? Ma non doveva essere in Africa con quel tipo dal nome molto esotico!??!!?
Ci sono castagne in Africa?!??!
Lo strano babbo natale si tolse i 5 giacconi che aveva indosso e si rivelò alle meravigliate ragazze: non vi erano dubbi era proprio Larissa, molto abbronzata...oddio era nera...e mentre si avvicinava Cecyle notò che non era solo la pelle ad aver acquistato uno stile africano, anche le labbra erano grandi e gonfie...gli occhi più scuri....i capelli NERI?!??! Larissa era diventata africana in tutto e per tutto?!?!?
Avvicinandosi con la sua solita irruenza diede un calcione alla busta che si sollevò in aria liberandosi del contenuto: miliardi di castagne volavano in aria ora, una delle quali centrò la bocca di Celyne che inghiottendola stramazzò a terra, stessa sorte toccò a Larissa che vi inciampò sopra, e dopo un balletto di 3 minuti si tròvò anche lei nel pavimento...a quel punto Marylin era già svenuta da diverso tempo soffocata dai suoi capelli.
Zea contenta ingurgitava una castagna dopo l’altra..
INTERNO. ROMA. MANSARDA
Inquadratua sulla bocca di Winona che soffoca una risata...INIZIO